Friday, October 31, 2014   
 Search   
 
 
telco
Register  Login  
tecnica & funzionamento  
Contatti

Assistenza tecnica: 335.8397568

 

Ufficio: 011.9947904

 

Fax: 011.9947904 aut.

 

Invia la tua richiesta





Cancel   Send
La densita dei pellet influisce pesantemente sul corretto funzionamento della stufa

La resa calorica di un pellets si riferisce sempre al kg. ci sono pellets voluminosi che però hanno una buona resa calorica al kg. Densità di 700 gr al litro apparentemente rendono di piu rispetto ad una densità di 650 o 630 ma magari rendono uguale al kg. Pellets piu scuri che quindi contengo latifoglie o pellets come il truciolo o il bruciolo che contengono anche formica, colla, formaldaeide (vedi crosta plastica sul braciere) rendono sempre di piu, vuoi per l'essenza lignea o per "l'addizione". Pellets che arrivano dalla Croazia Slovacchia , Romania, Polonia, Bielorussia. Possono avere al massimo della sabbia o della corteccia che fanno i loro tipici residui, raramente hanno plastica, ma spesso sono meno pressati e piu voluminosi, quindi bisogna aumentare la velocità della stufa.
Per confrontare la densità basta tagliare una bottiglia di plastica all'altezza di un litro d'acqua e pesare il recipiente con i vari tipi di pellets.
Anche pellets piu secchi sono piu leggeri. Questi hanno umidità 5, 6 % tendono a rompersi a pezzi di 1 cm di lunghezza e capisci che contro un pellets con il 10 - 12 % ho un certo risparmio e maggiore pulizia in termini di fuliggine sul vetro e canna fumaria.
Pellets umidi si riconoscono quando sono fessurati lungitudinalmente perche quando escono dalla trafila a elevate temperature l'acqua tende a farli scoppiare.

Un pellet poco denso rispetto alla media brucia molto rapidamente provocando nella maggior parte dei casi lo spegnimento inaspettato della stufa a basse potenze di funzionamento o a 'termostato inserito'
 

Le stufe a Pellets

Apparentemente assomigliano a normali stufe o camini da incasso, in realtà si tratta di una nuova tecnologia molto avanzata. Sono le stufe a pellets, combustibile legnoso formato da segatura compressa.

Nate in Canada già da molti anni, si sono diffuse un po' dappertutto. si tratta di stufe ecologiche ad alto rendimento, poco inquinanti.

Sono diventate molto affidabili con l'utilizzo dell'elettronica. Hanno il grande vantaggio rispetto alle tradizionali stufe a legna di poter dosare il combustibile a piacimento e quindi consentono un preciso controllo della temperatura.

interno grafico di una stufa a pellets

L'accensione può essere automatica e possono essere regolate in temperatura tramite normali termostati o cronotermostati. Necessitano di poca manutenzione e sono molto pratiche.

La maggioranza di queste stufe sono automatiche: accensione, regolazione alimentazione, quantità di aria o acqua calda sono automatiche, se manca la corrente elettrica la stufa si ferma e riprende a funzionare automaticamente quando torna.

Vengono gestite da un microprocessore e possono avere in dotazione un telecomando.

Sono disponibili con capacità di riscaldamento da 70 a 200 mq. con una autonomia che va da 15 a 45 ore secondo i modelli. Esistono modelli sia ad aria calda che ad acqua collegabili in serie o in parallelo all'impianto di riscaldamento a termosifoni.

Esistono agevolazioni fiscali che promuovono la loro installazione a livello regionale presso i vari assessorati energia e ambiente.

 

COME FUNZIONA

Vista interna di una stufa a pellets MCZ

Puoi vedere ben chiaro il meccanismo di alimentazione. Una cloclea (vite seza fine) pesca il pellets nel serbatoio e lo fa cadere nella camera di combustione. Di solito l'accensione da fredda avviene gettando aria a temperatura elevatissima sul pellets fino a farlo incendiare.

L' aspiratore aria comburente posto in basso convoglia l' aria nel bruciatore e contemporaneamente spinge i fumi della combustione nell'apposito scarico collocato posteriormente. Durante questo percorso i fumi caldi cedono parte del loro calore allo scabiatore di calore in alto. Questo calore viene sfruttato dal ventilatore aria calda che vi fa passare sopra aria fredda proveniente dall'ambiente che in questo modo si scalda ed esce calda dalle alette superiori della stufa.

Tutto il meccanismo viene controllato da una scheda elettronica dotata di microprocessore che in base a vari sensori e sonde interne alla stufa regola l'afflusso di aria e l'alimentazione in modo da ottimizzare la combustione.

Le stufe a Mais o Granturco

Le stufe a mais o granoturco

Una sottocategoria delle stufe a pellets è quella delle stufe funzionanti a mais o granoturco, cippato, biomasse. Si tratta di stufe ecologiche il cui principale combustibile è il mais o granoturco, ma possono funzionare anche a pellets o a cippato come gusci di nocciole o mandorle. Il mais o granoturco è uno dei combustibili più potenti esistenti in natura: non inquinante, rinnovabile e di facile reperibilità, si può trasportare e immagazzinare facilmente. Ha un potere calorico di circa 6200 Kcal/kg (con umidita intorno al 15%). il mais o granoturco

Il mais come il pellets garantisce una combustione pulita, neutra, migliore dei combustibili di origine fossile come gasolio, olio combustibile, gas e carbone, i quali causano un aumento del contenuto di ossidi di carbonio e altre sostanze nocive nell'atmosfera. Il mais è quello normalissimo in grani, facilmente reperibile, il prezzo è tra i più bassi in fatto di combustibili; costa lire 25.000 il ql. La resa è di oltre 6000 kcal/h al kg e bruciato in stufe e caldaie dove la resa si avvicina al 90% non emana fumi ed il residuo secco è circa uguale a quello del pellets

Prodotte in diversi modelli, queste stufe si distinguono in termostufe funzionanti ad acqua calda e aerostufe funzionanti ad aria calda.

Come per le stufe a pellets, anche queste stufe si installano facilmente, infatti sembra che non necessitino di canna fumaria e che basti un tubo da 8 cm. di diametro per scaricare i fumi all'esterno. Legge o non legge, noi ti consigliamo di scaricare i prodotti della combustione comunque oltre il tetto. Tecnologicamente avanzate, con doppia combustione, possono disporre di tutti gli automatismi come termostati o cronotermostati in grado di accenderle all'ora stabilita impostando la temperatura voluta.

La pulizia è facile, perché queste stufe sporcano poco.



Note: precisazione da parte della Regione Piemonte

"Le AGEVOLAZIONI FISCALI
riguardano la possibilità di detrarre determinate spese concernenti il risparmio energetico e l'uso di fonti rinnovabili direttamente dalla dichiarazione dei redditi. Si tratta quindi del rapporto tra cittadino- contribuente e lo Stato, rapporto in cui le regioni e i loro assessorati non sono coinvolti. Per le modalità di accesso a tali agevolazioni occorre riferirsi al Ministero delle Finanze - Agenzia delle Entrate o, eventualmente, consultare una struttura di consulenza fiscale.
La regione piemonte concede,mediante appositi bandi, contributi in conto capitale (rimborso di quota del capitale investito) solo per la realizzazione di grandi impianti di combustione di biomassa posti generalmente al servizio di una pluralità di utenze mediante reti di teleriscaldamento.
Ecco alcuni vecchi link di esempio
http://www.regione.piemonte.it/montagna/montagna/rurale/az_i4d.htm
http://www.regione.piemonte.it/ambiente/energia/bando1.htm.


La promozione dei piccoli impianti di generazione del calore alimentati da biomassa è demandata alle province piemontesi a cui occorre riferirisi per verificare l'eventuale disponibilità di bandi.
A questo link e sempre a titolo di esempio, si puo' consultare il bando emesso dalla provincia di Torino
http://www.provincia.torino.it/ambiente/energia/bandi/bando_legna_sol".


Dalla segatura ai Pellet

La cubettatura del legno ha fatto parecchie vittime durante gli ultimi anni, per gli innumerevoli problemi che si incontrano nel lavorare un prodotto così difficile.

Non tutte le presse cubettatrici sono infatti adatte a questo tipo di lavoro. Non si tratta di lavorare farine come nel caso dei mangimi, bensì di cercare di aggregare della segatura che non possiede nessun potere legante e che può stare insieme solo grazie alle estreme pressioni che si generano nella cubettatura.

Pressa legno pellets

Le presse cubettatrici devono avere robustezza ben superiore alle macchine utilizzate comunemente nell'industria mangimistica, per poter garantire dei costi di gestione compatibili con il prezzo di mercato dei pellets e allo stesso tempo dare al prodotto finale la qualità per una buona e regolare combustione.

Di fianco si può vedere una immagine del prodotto: il pellets.

Ovuli di pellets

Il parametro fondamentale per riuscire a cubettare il legno è il tipo di legno, ma soprattutto l'umidità. Infatti sono da considerarsi "cubettabili" i legni stagionati o comunque che non superano una umidità del 8 -15%; legni con umidità più alte dovranno essere essiccati.

Bisogna inoltre tener conto della quantità di scarti che si producono al giorno di segatura, ceppati o altro per verificare quanti processi di raffinatura/macinatura servono per ottener la condizione ideale: la segatura.

Normalmente l'investimento è rivolto a:

  • "importanti" esigenze di riciclaggio scarti di lavorazione a livello provinciale, regionale o nazionale;
  • "importanti" fabbisogni di combustibile ecologico a livello provinciale, regionale o nazionale;
  • aziende venditrici/produttrici di segatura fine e secca (fine = esente di trucciolo, praticamente simile a farine).

In ogni caso si dovrà essere supportati da una buona rete commerciale.

L'investimento è scoveniente e DIFFICILMENTE fattibile per:

  • artigiani che hanno intenzione di utlizzare questi impianti poche ore al giorno per fabbisogni piccoli;
  • piccole, medie realtà industriali che producono DIMENSIONI di scarti di legno notevoli.
  • piccole, medie realtà industriali, che lavorano legno molto umido (umidità > 30/50%);
  • piccole, medie realtà industriali o comunque aziende prive di rete commerciali nel settore specifico di vendita.

Si devono considerare investimenti piuttosto "importanti" e compatibili con le richieste del Cliente.
Il grosso vantaggio di questi impianti è la possibilità di riciclare materiale e di inserirsi in un mercato di sicuro interesse con ricavi ottimi. In ogni caso, il costo dell'impianto iniziale deve essere relazionato alle reali potenzialità del mercato e dalla struttura commerciale del Cliente.

Tutti gli impianti costruiti, sono sovradimensionati, ma questo è sia un vincolo dovuto alla tecnologia della pressa, sia un accorgimento per non fare funzionare l'impianto al limite, e quindi garantirne una operatività affidabile ed una manutenzione semplice, e per prevedere eventuali carichi o esuberi successivi.

Un impianto di cubettatura "standard", privo di essicatoio, è costituito da:

  • una prima parte di macinatura, che comprende una tramoggia di raccolta e un apposito raffinatore che trasforma il ceppato in segatura;

  • una seconda parte di compressione, ovvero di cubettatura della segatura, tramite una o più presse. Il pellets caldo in uscita (circa 90° C), deve essere successivamente raffreddato da un apposita macchina; è a questo punto che è importante che la segatura all'entrata rispetti i parametri indicati. Infatti se il prodotto è molto umido, in questa fase, il granulo esplode perchè l'acqua al suo interno lo fa gonfiare;

  • una terza e ultima parte dell’impianto è l'insaccatura del prodotto.

La pressa è l'elemento "base", ma non è l'unica macchina che serve per la cubettatura (pellettatura) dei prodotti. Si deve considerare un processo, e di conseguenza una serie di macchine per ogni fase di lavorazione aggiuntiva alla pellettatura. Quindi, sono fondamentali le condizioni della materia prima all'inizio del ciclo di produzione, per valutare i costi e il tipo di impianto più adatto; l'umidità, il tipo di materiale e le condizioni climatiche influiscono sulla portata della pressa. Fondamentale, è dunque, conoscere le effetive esigenze del Cliente e lo stato della materia prima.

Le canne fumarie

La canna fumaria è la parte più importante in un sistema focolare- camino - stufa - caldaia. Qui ti do una semplice guida di regole generali per orientarti ed evitare alcuni errori molto comuni. Per costruire una canna fumaria occorre tenere presenti alcuni principi importanti che valgono sia nel caso di una canna fumaria nuova, sia nel caso di ristrutturazione di una canna fumaria vecchia.

Il principio più importante riguarda la sicurezza. Nel costruire o progettare la canna fumaria, la sicurezza dovrebbe essere il tuo principio guida di tutto il lavoro. Devi sapere che le canne fumarie al servizio di camini e stufe o caldaie a legna si possono incendiare facilmente e quindi vanno costruite tenendo presente questa possibilità.

Altro principio da tenere presente è l'efficienza della canna fumaria. L'efficienza è la capacità della canna fumaria di estrarre i fumi dal focolare e condurli all'esterno. La canna deve avere le pareti interne il più possibile lisce e verticali in modo da estrarre velocemente i fumi.

Altro principio da tener presente è la posizione, cioè dove viene collocata, se all'interno della casa oppure all'esterno della casa e la relativa posizione sottovento. Se è possibile è bene collocare la canna all'interno della casa in modo che possa cedere calore alla casa stessa e non raffreddarsi troppo quando il focolare è spento. L'inconveniente è che in questa posizione può portare via spazio utile all'ambiente domestico.

Nelle canne fumarie una caratteristica importante è la loro capacità. La capacità è la quantità di fumi che una canna fumaria riesce a trasportare. Dipende dalle dimensioni, dal materiale con cui è costruita e dalla sua pendenza.

Il materiale costruttivo è un altro elemento che occorre tenere presente al momento della scelta della canna fumaria: acciaio, mattoni, cemento, pietra, sono alcuni dei materiali che si usano per le canne fumarie. Le migliori sono quelle in acciaio inox con intercapedine e isolamento rivestite eventualmente in muratura.

E' importante che le canne fumarie in metallo come quelle in acciaio siano ben coibentate per evitare la dispersione di calore all'esterno. Perché è importante che la canna fumaria non si raffreddi, altrimenti cala il tiraggio e i fumi ristagnano nel focolare con conseguenze negative sul funzionamento del caminetto o della stufa.

Un altro elemento da considerare quando si decide di costruire una canna fumaria è la legge e le normative vigenti sia a livello comunale, che di vicinato, sia a livello di codice civile. Bisogna fare attenzione a non ledere i diritti di terzi e i regolamenti comunali e quelli sulla sicurezza durante la posa di una canna fumaria.

Ogni camino o stufa deve scaricare nella sua canna fumaria esclusiva e quindi è bene non collegare più di un caminetto o stufa ad una singola canna fumaria, altrimenti si rischia di creare degli scompensi a livello di tiraggio.

La pulizia e la manutenzione e relativa ispezione delle pareti interne deve essere eseguita spesso tenendo anche conto del periodo di funzionamento. Una canna sporca, piena di fuliggine e creosoto è più facilmente infiammabile di una canna pulita regolarmente.

La canna fumaria è la cosa più importante, sia che venga fatta in muratura o in metallo, acciaio inox, andrebbe fatta costruire da un muratore professionista o un installatore del settore, senza badare a spese. Occorre dimensionarla correttamente in modo che possa sopportare la massa dei fumi prodotti dal focolare. Il dimensionamento lo deve fare un termotecnico, il quale deve tenere presente quanta deve essere la potenza del focolare sulla base della volumetria riscaldabile.

Non è una cosa da poco. Ci sono tanti fattori da tenere presente. La mancanza di una corretta progettazione della canna fumaria è alla base di tanti malfunzionamenti di caminetti, stufe e caldaie.

I caminetti prefabbricati, le stufe e le caldaie, quando vengono consegnate, invece dispongono di un libretto di istruzioni del costruttore al quale occorre attenersi e che indica quali devono essere i parametri e le dimensioni della canna fumaria alla quale devono essere collegati.

I fumi prodotti dalla combustione, essendo più caldi dell'aria circostante, creano una differenza di pressione che tende a farli salire verso l'alto generando quel fenomeno meglio noto come tiraggio. Ed è proprio sul calore dei fumi che si basa il tiraggio. I fumi salendo verso l'alto tendono a raffreddarsi cedendo calore e rallentando man mano la velocità di risalita fino a raggiungere la stessa temperatura dell'aria circostante.

Per ottenere un buon tiraggio occorre che la canna fumaria sia isolata termicamente, progettata possibilmente a pareti doppie, con una intercapedine d'aria, ciò al fine di evitare il raffreddamento dei fumi da asportare e quindi mantenere quella differenza di pressione che consente ai fumi di salire lungo il condotto del camino fino alla fuoriuscita all'esterno.
canna, fumaria
Occorre dimensionare la sezione della canna fumaria proporzionalmente alla dimensione del focolare, perché se troppo piccola può non essere sufficiente a contenere la massa dei gas prodotta e se troppo grande può raffreddarsi in fretta, diminuendo il tiraggio, abbassando l'efficienza termica.

Per migliorare il tiraggio
ove questo non sia sufficiente si ricorre al tiraggio forzato a mezzo di un ventilatore che immette nel condotto dei fumi una massa d'aria che ha lo stesso verso del gas da asportare. Tale dispositivo in un caminetto a focolare aperto, a mio parere, è da sconsigliarsi perché diminuisce ancora di più il già basso rendimento termico.

Altre considerazioni importanti riguardano l'apertura della bocca del camino che deve essere costruita correttamente in modo da garantire il passaggio della giusta quantità di aria. La possibilità di fare affluire aria dall'esterno in modo controllato da una serranda regolabile può migliorare notevolmente il tiraggio. La presa d'aria esterna inoltre è obbligatoria per legge per garantire il giusto prelievo di ossigeno e quindi una corretta combustione.

Nello stesso locale non devono essere presenti due camini perchè finirebbero per interferire l'uno con l'altro.

Per verificare se il camino tira o no, si può provare ad avvicinare una sigaretta accesa o la fiamma di un accendino o di una candela alla bocca del camino; se il fumo della sigaretta o la fiamma dell'accendino non vengono risucchiati all'interno della cappa vuol dire che il tiraggio è insufficiente. Si può provare ad aprire una finestra per vedere se la cosa migliora o no. Se il fumo riprende a salire allora ciò conferma che la mancaza di tiraggio è dovuta allo scarso apporto di aria.

Consigli per migliorare il tiraggio

  1. Tenere conto delle argomentazioni sopra esposte.

  2. Tenere pulita la canna fumaria che deve essere libera da fuliggine, ostacoli non visibili come per es. nidi di uccelli o calabroni, uccelli morti, etc.

  3. Prevedere una presa d'aria di sezione adeguata al focolare con apertura diretta sull'esterno e collocata in basso nel locale dove è presente il caminetto da tenere sempre aperta durante il funzionamento del caminetto.

  4. Se possibile costruire la canna fumaria in verticale dandogli una leggera pendenza di circa 1 grado se il camino non risulta in asse con il comignolo al fine di evitare le turbolenze che potrebbero verificarsi durante la risalita dei fumi.

  5. Prevedere un comignolo antivento.

  6. All'accensione del camino bruciare legnetti piccoli e di facile combustione tenendo completamente aperte le saracinesche della cappa, le valvole del tiraggio e le prese d'aria in modo da avere in poco tempo un fuoco vivo e abbondante per fare sì che i fumi portino in temperatura la canna fumaria. Quando la canna fumaria è diventata calda si può incominciare a chiudere le valvole del tiraggio sul focolare o la sarcinesca al fine di ottenere una combustione più lenta e regolare.

  7. Utilizzare della buona legna evitando legni resinosi che producono molta fuliggine.

  8. In caso di difficoltà di tiraggio provare ad abbassare l'apertura della bocca del camino con opportuni materiali o lastre ignifughe e refrattari ad esempio in rame. Diminuire l'altezza della bocca e il conseguente aumento della larghezza della bocca del camino dovrebbe contribuire ad aumentare il tiraggio. Una alternativa più impegnativa consiste nell'aumentare anche la profondità del focolare. Anche la sistemazione sulla parete di fondo del focolare di una piastra in ferro o ghisa, distanziata di circa 5 cm. dal muro di fondo, si può considerare una efficiente soluzione per migliorare il tiraggio. Infatti il rapido riscaldamento della piastra surriscalda i fumi che in questo modo risalgono la cappa più velocemente.


Lavora con noi

Cerchiamo Tecnici formati con basi elettrotecniche per assunzione immediata

Per contatti utilizza il modulo a sinistra

Link
DotNetNuke® is copyright 2002-2014 by DotNetNuke Corporation